Sogno di avere una barca... ma non posso.

“Sogno di avere una barca... ma non posso.”
Molti pronunciano questa frase senza nemmeno rendersene conto. A volte ad alta voce, a volte solo nella loro mente, guardando il mare da una terrazza, da un porto o dal fondo del loro divano. 

La barca è un simbolo potente.
La libertà. Il silenzio. Il tempo che rallenta. La possibilità di partire quando si vuole, senza orari, senza folla, senza vincoli. Eppure, questo sogno finisce quasi sempre per essere archiviato nella stessa categoria: "non fa per me". 

Troppo costoso. Troppo complicato. Troppo impegnativo.
Allora ci accontentiamo di guardare gli altri che mollano gli ormeggi... dicendoci che è solo un sogno. 

E se il problema non fosse la barca?
E se il vero ostacolo fosse il modo in cui ancora oggi concepiamo l'accesso alla nautica? 

Il sogno della barca non è un capriccio

Sognare una barcanonè affatto banale.
Non è una questione di prestigio né una dimostrazione di successo. È un bisogno più profondo: quello di spazio, di respiro e di riconnettersi con l'essenziale. 

Per molte persone, la barca rappresenta: 

  • una fuga dal ritmo professionale, 
  • un luogo dove riprendere il controllo del proprio tempo, 
  • un piacere semplice, lontano dal rumore e dagli schermi. 

Non si tratta solo di navigare.
Si tratta di concedersi qualche ora di libertà, senza dover dare spiegazioni. 

Allora perché questo sogno viene così spesso abbandonato? 

Perché "avere" una barca fa paura

Quando si parla di barche, viene subito in mente un'immagine: quella del proprietario oberato di lavoro.
Fatture, manutenzione, posto barca, meteo, assicurazione, guasti imprevisti. 

Avere una barca, nell'immaginario collettivo, significa: 

  • un investimento oneroso, 
  • un impegno pluriennale, 
  • un carico mentale permanente. 

E soprattutto, una domanda ossessiva: 
"Lo userò davvero abbastanza da giustificarne l'acquisto?" 

Molti rinunciano qui. Non perché non amano il mare, ma perché non vogliono aggiungere un ulteriore vincolo a una vita già piena. 

La svolta: e se il sogno non fosse la proprietà?

A un certo punto, qualcosa cambia.
Ci rendiamo conto che ciò che desideriamo veramente non è possedere una barca. 

È: 

  • salire a bordo quando se ne ha voglia, 
  • navigare senza preoccuparsi del resto, 
  • Partire leggeri, senza pensare al dopo. 

Esattamente come per altri usi moderni: 

  • non si possiede più necessariamente la propria musica, 
  • non si acquista più sistematicamente un'auto, 
  • si privilegia l'uso rispetto al carico. 

Perché la barca dovrebbe essere diversa? 

Navigare senza limiti, senza vincoli: un'altra realtà

Oggi è possibile navigare regolarmente senza: 

  • acquistare una barca, 
  • gestire la manutenzione, 
  • impegnarsi a lungo termine. 

Il principio è semplice: un abbonamento barca, pensato per chi vuole godersi il mare senza subirne i vincoli. 

Arrivate.
La barca è pronta.
Navigate.
Ripartite. 

Niente scartoffie. Niente calcoli di redditività. Niente stress. 

Il sogno rimane intatto, perché non è più appesantito dalla logistica. 

199 € al mese: ridare al sogno il suo giusto valore

199 € al mese.
Detto così, la cifra sorprende. 

Eppure, quanto spendiamo ogni mese per: 

  • attività ricreative raramente praticate, 
  • abbonamenti dimenticati, 
  • piaceri che procurano solo una soddisfazione passeggera? 

Qui si parla di accesso illimitato al mare.
Di uno spazio di libertà.
Di un lusso discreto, ma profondamente rigenerante. 

Il vero lusso non è più possedere.
È poterne godere quando lo si desidera, senza appesantire la propria vita. 

La barca come la immaginavamo da bambini

Quando eravamo bambini, la barca non era un foglio Excel.
Era un gioco. Un'avventura. Una promessa. 

Condividere un momento con i propri cari.
Invitare gli amici. Partire senza un programma preciso. Fermarsi quando si vuole. 

Ritrovare questo piacere, senza la complessità degli adulti, cambia tutto.
La barca torna ad essere ciò che avrebbe sempre dovuto essere: un semplice piacere. 

Perché questo modello è così popolare oggi?

Questo modello attira in particolare coloro che: 

  • hanno a cuore la realizzazione del loro sogno, 
  • sanno cosa non vogliono più, 
  • cercano la libertà, non i vincoli. 

Coloro che hanno capito che il tempo è più prezioso del possesso.
E che la felicità si trova spesso nell'accesso, non nell'accumulo. 

Il vero lusso: dire «sì» al momento presente

Il vero lusso, oggi, non è avere una barca da gestire tutto l'anno.
È poter decidere, su due piedi, di andare al mare. 

Senza giustificazioni.
Senza pressioni.
Senza rimpianti. 

È proprio questa la filosofia proposta da Liberty Pass:
restituire l'accesso al mare, semplicemente. 

 

“Sogno di avere una barca... ma non posso.” 
In realtà, questa frase merita di essere corretta. 

Non è che non puoi farlo. 
È solo che non avevate ancora pensato al modo giusto per farlo. 

Andare in barca non è più un sogno irraggiungibile.
È una scelta moderna, libera, consapevole. 

Liberty Pass

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